Qualche curiosità sui gioielli che tutte amiamo

Sapevi che molti secoli fa il corallo non era considerato particolarmente prezioso? E che la collana ‘a collare’ – detto anche choker – è stata inventata da una regina? In questo post ti racconto qualche curiosità (anche divertente) sul mondo del gioiello, amato in ogni tempo e civiltà, simbolo di bellezza, sacralità, potenza, ricchezza e vanità. Buona lettura!

Il corallo

Fino alla fine del Settecento e inizio Ottocento, il corallo in gioielleria veniva considerato un materiale di poco pregio. La nobiltà era solita regalare dei giri di corallo alla servitù più fedele, come le balie. Fu solo con l’ascesa del ceto medio borghese, nel XIX secolo, che il corallo diventò un materiale richiestissimo e di valore. Oggi la raccolta del corallo naturale è consentita per legge solo a corallari subacquei certificati, che lo raccolgono a mano nelle zone di pesca consentite. Considerata la rarità, un gioiello in corallo del Mediterraneo rosso di categoria A può costare diverse centinaia di euro!

Corallo naturale di Sardegna

L’anello contrarié

L’anello contrarié – vale a dire l’anello in cui il cerchio non si chiude e le estremità si incrociano nella parte superiore, adornate ciascuna da una perla o da una pietra preziosa – nasce in Europa verso la fine dell’Ottocento come anello per i fidanzamenti ufficiali. Avete capito, baldi giovanotti che intendete chiedere la mano alla vostra bella?

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Il ‘curadenti’

In epoca rinascimentale era consuetudine portare al collo, insieme ad altri preziosi monili, un ‘curadenti’, ovvero un attrezzo con la funzione dello stuzzicadenti, ma realizzato in oro e pietre preziose. Fu Monsignor Giovanni della Casa a bandirlo nel suo celebre Galateo, definendolo uno strumento volgare. Possiamo vederne uno molto lussuoso in oro, cristallo di rocca e rubino appeso al collo della nobildonna Lucina Brembati, ritratta da Lorenzo Lotto (1518 ca.), sfoggiato con orgoglio insieme a un torchon di perle e diversi anelli d’oro.

L. Lotto, Ritratto di Lucina Brembati

I gioielli dell’Antico Egitto

La moda dei gioielli ispirati alla civiltà egizia – bracciali a forma di serpente, pendenti scarabeo, i bracciali manchettes, collier elaborati come pettorali –  è esplosa nel 1922, dopo la scoperta della tomba di Tutankhamon a Il Cairo, in Egitto. La tomba, miracolosamente rimasta inviolata nei secoli, racchiudeva il più grande tesoro dell’Antico Egitto, tra cui la famosissima maschera funeraria del faraone.

Il choker

Il choker, ovvero il collare alto di perle, è un gioiello tuttora molto diffuso, nato all’inizio del Novecento. La prima a indossarlo fu la regina Alessandra d’Inghilterra per nascondere una brutta cicatrice sulla gola. Nei successivi vent’anni divenne un gioiello di gran moda, immortalato nei ritratti femminili di grandi artisti come Gustav Klimt (Fritza Riedler, Adele Bloch-Bauer) e Giovanni Boldini (Miss Bell).

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 Alcune informazioni contenute in questo post sono tratte da Fabrizio Casu, Il Gioiello, Roma, Europa Edizioni, 2018

In copertina: Petrus Christus, Sant’Eligio nella bottega di un orafo (1449)